Tres Tabernae

Cisterna di Latina - LT

Il sito archeologico, riportato in luce dalle indagini avviate dalla Soprintendenza dal 1993 in poi, è ubicato al XXXIII miglio dell’Appia, all’incrocio tra la via consolare e la via Ninfina (asse di collegamento trasversale tra i monti Lepini, la costa e il porto di Terracina), in corrispondenza del km. 58+600 dell’odierna statale SS 7. La sua identificazione con la mansio romana nota dalle fonti letterarie e storiche è oggi comunemente accolta dagli studiosi.

La mansio di Tres Tabernae, che nel 61 d.C. fu probabilmente teatro di un incontro fra San Paolo e alcuni cristiani di Roma (ricordato negli Atti degli Apostoli), mantenne la sua importanza anche nella tarda antichità, come attesta la sua menzione negli itinerari stradali di III-IV secolo (Itinerarium Antonini, Tabula Peutingeriana). L’insediamento assunse un ruolo di prestigio anche nella prima costituzione di una geografia diocesana nel territorio a sud di Roma, poiché in esso si riscontra la presenza di una sede vescovile già nel 313 d.C., subito dopo la pace religiosa. La diocesi di Tres Tabernae continuò a vivere fino alla fine del VI secolo, quando le distruzioni provocate dall’invasione dei Longobardi ne determinarono la soppressione e l’accorpamento alla vicina Velletri. Le fonti scritte documentano la ricostituzione della sede episcopale per un breve periodo fra VIII e IX secolo: a questa fase vanno probabilmente riferiti alcuni frammenti scultorei rinvenuti nel sito e certamente riferibili all’arredo liturgico di un edificio di culto altomedievale esistente nell’area.

Gli scavi condotti a partire dagli anni Novanta del secolo scorso hanno finora evidenziato un’articolata serie di strutture sul margine destro della strada (direzione Napoli, km 58+100 circa), ma l’area interessata da rinvenimenti di superficie e materiali erratici (blocchi lapidei, frammenti epigrafici e architettonici, etc.) è piuttosto ampia e indicativa di una maggiore estensione dell’insediamento. I resti riportati in luce si concentrano in una zona delimitata a ovest dall’antico tracciato dell’Appia e a sud da un suo diverticolo basolato orientato E-O, scoperto per circa 35 m. Su quest’ultimo prospetta una serie di strutture, attribuibili a diverse costruttive e verosimilmente pertinenti a edifici di carattere pubblico o commerciale. Oltre a questi sono stati individuati anche i resti di un balneum (con tepidarium e caldarium alimentato da praefurnium), di un pozzo e di una grande cisterna. Il settore centrale consiste in un gruppo di vani in opera reticolata, alternati a spazi aperti, fra i quali spicca un grande ambiente pavimentato in mosaico bianco. Subito ad ovest è stato rinvenuto un ulteriore insieme di strutture prevalentemente in opus vittatum, attribuibili ad un periodo successivo alle precedenti e riconducibili a due contesti diversi sotto l’aspetto costruttivo e funzionale. Accanto ad un nucleo di strutture con probabili funzioni di servizio sono stati individuati tre ambienti contigui serviti da un lungo corridoio, recanti tracce di almeno due fasi decorative e ornati, nella fase più recente, con mosaici bianconeri a motivi geometrici e geometrico-vegetalizzati inquadrabili nella seconda metà del II sec. d.C. Sul limite nordovest dell’area indagata è stato inoltre messo in luce un edificio di prestigio, solo in parte scavato, Il complesso edilizio, probabilmente sorto nel pieno II secolo, è composto da una grande area centrale scoperta (forse un cortile porticato) su cui si affaccia una serie di vani di rappresentanza, anche questi ornati da mosaici rigorosamente bicromi e geometrici, frequentemente impreziositi dall’inserimento di lastrine marmoree policrome.

Nel novembre 2024 è stata individuata nell’area una chiesa tardoantica attualmente oggetto di indagini archeologiche della Soprintendenza in collaborazione con il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana (www.piac.it) concessionario degli scavi. Gli interventi di restauro conservativo e valorizzazione del sito consentiranno la riapertura al pubblico dell’area archeologica entro il 2027.

Informazioni aggiuntive

Accesso in occasione di iniziative carattere straordinario (es. Giornate Europee del Patrimonio).

Per info rivolgersi alla Soprintendenza
mail: sabap-lazio@cultura.gov.it