Mausoleo di Munazio Planco

Gaeta - LT

Il monumento sorge sulla sommità di Monte Orlando, sulla punta del promontorio di Gaeta. La zona era verosimilmente compresa, in antico, in una delle proprietà fondiarie di Lucio Munazio Planco, titolare del mausoleo e menzionato nell’iscrizione (CIL X 6087) tuttora leggibile, in una tabella incorniciata da una fascia ad ovoli, al di sopra della porta d’ingresso: L(ucius) MVNATIVS L(ucii) F(ilius) L(ucii) N(epos) L(ucii) PRON(epos) PLANCVS CO(n)S(ul) CENS(or) IMP(erator) ITER(um) VII VIR EPVLON(um) TRIVMP(hator) EX REATIS AEDEM SATVRNI FECIT DE MANIBIS AGROS DIVISIT IN ITALIA BENEVENTI IN GALLIA COLONIAS DEDVXIT LVGVDVNVM ET RAVRICAM. Oltre alla genealogia, l’epigrafe riferisce delle magistrature rivestite da Planco (l’ultima delle quali, la censura, nel 22 a.C.) e delle due acclamazioni imperatorie ricevute, menzionando poi la vittoria sui Reti (43 a.C.), che consentì di finanziare la ricostruzione del Tempio di Saturno nel Foro Romano (31 a.C.). Altri eventi ricordati dall’iscrizione sono la distribuzione di terre nel Beneventano per i veterani della battaglia di Filippi (42 a.C.) e le fondazioni di Augusta Raurica (Augst, 44 a.C. circa) e di Lugdunum (Lione, 43 a.C.). La costruzione, riconducibile alla tipologia dei mausolei “a tumulo”, era destinata a Planco e ai suoi familiari. Di essa sopravvive oggi soltanto la base, costituita da un imponente cilindro in muratura (diametro 29,50 m; altezza massima 9,90 m), rivestito esternamente con 12 filari di blocchi parallelepipedi di calcare, contenente al suo interno quattro celle funerarie (con paramento in opera reticolata e ammorsature laterizie) disposte in senso radiale e in asse con i punti cardinali, prospicienti su un corridoio anulare accessibile da un piccolo vano di passaggio. Il rivestimento in opera isodoma è coronato da un fregio dorico (alto 78 cm), composto da triglifi alternati a metope (in tutto 120), decorate da rilievi con simboli e armi (trofeo, corona murale, scudi di varia forma e tipologia, elmi, schinieri, spade e lance). Il repertorio decorativo allude sia al trionfo sui Reti, sia in senso più ampio al valore universale della vittoria di Roma; la corona murale, onorificenza militare conferita ai generali che avevano condotto vittoriosamente un assedio, è invece probabilmente riferita ad una delle imprese galliche di Munazio Planco. Al di sopra del fregio, sormontato da una cornice modanata alta 40 cm, si trova un parapetto merlato composto da grandi blocchi, a ridosso del quale si sviluppava un camminamento, utilizzato per l’accesso e la manutenzione del soprastante tumulo di terra, oggi completamente scomparso.

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