Pontinia - LT
L’imponente rudere si erge a fianco della Posta di Mesa, sorta sul luogo della mansio di ad Medias, il cui nome indicava la posizione intermedia del sito rispetto al canale navigabile lungo 19 miglia (Decennovium), che fiancheggiava il tracciato della via Appia tra Forum Appi e Feronia (ubicata 3 miglia prima di Terracina). Riprodotto in numerose vedute e disegni di XVIII-XIX secolo, il mausoleo, che rappresenta una delle testimonianze archeologiche più note del territorio di Pontinia, è un edificio a più piani, il primo dei quali consiste in un basamento quadrato di circa 22,20 m di lato e alto 2,38 m, di cui sussiste il nucleo in opera cementizia, originariamente rivestito da filari di blocchi parallelepipedi di calcare, di cui restano soltanto l’assisa di fondazione e il primo filare di spiccato; agli angoli erano posti quattro avancorpi a pianta quadrata, forse imitazioni di torri. Al di sopra del basamento sussistono i resti di un secondo elemento con base quadrata a lati concavi, al centro del quale si innalzava un tamburo cilindrico di 14,30 m di diametro, su cui emerge un corpo di costruzione a base quadrata (altezza 5 m, base 7,20 m di lato), gradualmente rastremato e privo di rivestimento, forse una fondazione interamente inclusa nel tamburo cilindrico e destinata a sostenere un elemento terminale (statua?). Il mausoleo, per la sua tipica architettura mistilinea, oltre che per la qualità e le dimensioni della costruzione, può essere attribuito con certezza al periodo compreso tra la fine della Repubblica e gli inizi dell’età augustea. Alla medesima cronologia rimanda d’altronde la grande iscrizione funeraria (lunga 2,50 m) – recuperata nel corso dei lavori di bonifica di Pio VI e oggi conservata presso la Posta di Mesa – originariamente apposta sul mausoleo e menzionante il suo titolare, il liberto Clesippus Geganius.
Accesso libero.
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