Lavori di verifica del rischio sismico, riduzione della vulnerabilità e restauro presso la Chiesa di San Francesco a Minturno (LT)

Comune
Minturno (LT)

Importo
€ 400.000

L’intervento è mirato alla verifica del rischio sismico, alla progettazione dei conseguenti interventi di riduzione della vulnerabilità sismica e ai lavori per il miglioramento sismico e il restauro della chiesa di San Francesco a Minturno. I lavori si pongono in continuità con quelli, appena conclusi, finanziati dal Fondo Edifici di Culto del il Ministero dell’Interno (Stazione appaltante Segretariato MiC per il Lazio), che hanno interessato il recupero della copertura al fine di rimediare alle infiltrazioni d’acqua che minacciavano le strutture e le finiture interne.

Non si conoscono appieno le vicende costruttive della chiesa, così come non è del tutto certo l’anno originario di costruzione. A seguito della Seconda Guerra Mondiale, che danneggiò i manufatti, nel 1945 il superiore locale p. Daniele Capone iniziò la ricostruzione totale della chiesa e quella parziale del convento. Conservò più che poté le antiche strutture, come l’ampia semigotica facciata, i barocchi cornicioni ornanti, l’unica navata e l’artistica fascia che s’inarca arditamente sull’altare maggiore.

Il soffitto è del tutto rinnovato nella decorazione e nei dipinti, il pittore che l’affrescò con varie scene della vita del Serafico e con due allegorie della Fede e della Carità, fu Giglio Candido Mormile, mentre il decoratore fu Vincenzo Buonincontri da Marigliano mentre il pavimento alla veneziana fu opera della Ditta Luigi Percuoco di Napoli.

La chiesa venne riconsacrata il 9 ottobre 1949 dal vescovo coadiutore e delegato Mons. Lorenzo Gargiulo; nel 1954 la Comunità era composta di tre padri e due conversi.

L’ultimo restauro della chiesa, effettuato tra il 1969 e il 1971, è il più recente di una serie di radicali interventi resi necessari a seguito degli eventi bellici e calamitosi che ne hanno irrimediabilmente trasformato l’assetto. Insieme agli altari barocchi e agli stucchi moderni sono stati del tutto rimossi gli intonaci, allo scopo di riportare le pareti al nudo paramento di pietrame che oggi si presenta intessuto di reperti di reimpiego. Sono così tornate in luce le strutture della chiesa tardo medievale, sostanzialmente inalterata nelle proporzioni e parte delle decorazioni pittoriche che erano state occultate da tamponature.